AMEN

2013 – 4:54min.

Amen è un delirio video di Francesco Carbone e nasce da uno spunto, quasi casuale, che Francesco trae nel vedere un uomo legato a un palo, in segno di protesta.

Liberi? non lo siamo mai, lo siamo sempre. Cosa ci rende migliori? A cosa serve essere liberi?

Amen non è la risposta a queste domande ma è il continuo chiedersi cosa sia giusto, dove abbiamo sbagliato, chi comanda, chi dispone, chi ne gioisce.

Amen si costruisce molto rapidamente su carta, l’idea è quella di dissacrare alcuni fondamenti, spianare qualche colonna, minare la montagna sacra, mostrare l’altra faccia di una medaglia che di indulgenze ne ha già chieste troppe.

Amen combatte il pensiero unico, la fede integralista, genera dubbio, genera pensiero, domande che fanno altro, ci avvicinano al diverso, ci fanno sentire liberi di scegliere le nostre galere.

Amen nelle immagini è un bianco e nero che nasconde ciò di cui non abbiamo bisogno, costringe lo sguardo sul reale, negando tutti gli orpelli, le parabole, i calici dorati.

NON IN NOME DEL PADRE

NON IN NOME DEL FIGLIO

E NON VI E’ NULLA DI SANTO

NULLA DI SPIRITOSO

La musica di Amen è una litania di metallo, una lega sconosciuta, grattata, polvere di una ruggine che non si può catturare, che non si deposita, che non vuole collaborare.

FORMULA, FARSA RIPETUTA, SCIA DIVINA, CODA SGRETOLATA, VIZIO PENTITO, PECCATO CONFESSATO… IN PARTE.

Francesco Carbone e Daniela Lunelli (@munsha_33) descrivono il costante compromesso che la fede propone, riscrivono il sentiero, ripercorrono il cammino, osano sfidare quel “d’io” che non ci lascia più guardare.

UNICO PREPOTENTE E BUONODENTRO DI VOI, UNICO PREPOTENTE E BUONO.