ESSERE SCHIELE

Anno2011
TecnicaHD Video 3:00

Essere Schiele nasce da un incontro. Una fotografia di sé, scattata prima ancora di riconoscersi, che restituisce lo stesso corpo magro e teso di un autoritratto di Egon Schiele, cent’anni prima. Da lì l’idea di un “narcisismo multiplo”: interpretare Schiele per interpretare me.

Presentata come tesi di laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’opera è stata realizzata attraverso una performance dal vivo in accademia, che mette in scena questo processo davanti al pubblico. Camicia bianca, cravatta nera, una tela e una videocamera come unici testimoni. Il corpo si spoglia dei suoi vincoli uno per uno, la cravatta come un cappio, i bottoni che si sciolgono, nel tentativo di raggiungere fisicamente l’intensità dell’originale. Contemporaneamente dentro e fuori dall’immagine, regista e attore, artista e opera d’arte.

Si chiude su un’ultima immagine: lo sguardo, per la prima volta, rivolto all’obiettivo.

Essere Schiele per essere me.

costretto
incastrato tra la voglia e la follia,
convinco ogni singolo muscolo a piegarsi, a flettersi
obbediente, suddito della forza disumana di tutti i miei rifiuti.
non trovo più la giusta collocazione delle parole e le lettere
sono messe, disposte, una dopo l'altra per il semplice
scorrere del nastro, il quotidiano battere
districati labirinti celebrali. errori, una caterva di errori,
l'abitudine venuta meno, la costanza riservata a pochi.